La prima volta che ho incontrato la feijoa non sapevo neppure come si chiamasse. Sono tornata a casa e, sul tavolo ancora apparecchiato dopo una cena di mio fratello con alcuni amici, ho notato due piccoli frutti verdi.
Avevano la forma leggermente allungata di una prugna, ma una buccia più spessa e irregolare. Come succede spesso davanti a un ingrediente sconosciuto, mi ci sono fiondata subito.
Ho scoperto così la feijoa, un frutto originario del Sud America che oggi viene coltivato anche in Italia. Tagliata a metà, mostra una polpa chiara e una parte centrale più traslucida, punteggiata da numerosi semi minuscoli.
Il profumo arriva prima del sapore. A me ha ricordato un incontro tra ananas e fragola, fresco, dolce e molto aromatico. L’ho mangiata semplicemente a cucchiaiate, dopo averla divisa a metà proprio come si fa con un kiwi.
Quell’assaggio è stato il punto di partenza di questo articolo. A distanza di tempo ho deciso di aggiornarlo, perché la feijoa non è soltanto un curioso frutto esotico dalla buccia verde. Fa parte di una famiglia botanica molto più ampia, nella quale convivono frutti, aromi e provenienze sorprendenti.
Che cos’è la feijoa e a quale famiglia appartiene
La feijoa è il frutto di un arbusto o piccolo albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Myrtaceae (mirtacee). È la stessa famiglia botanica del mirto, della guava, della pitanga e della jabuticaba.
Il nome scientifico attualmente accettato dai Royal Botanic Gardens di Kew è Feijoa sellowiana. La denominazione Acca sellowiana, ancora molto diffusa, viene invece considerata un sinonimo botanico.
La pianta è originaria delle aree subtropicali del Sud America. Per questo è più corretto parlare di frutto subtropicale, anche se in commercio viene spesso inserito tra i frutti tropicali o esotici.
Origine e diffusione della feijoa
La feijoa è originaria del Sud America. Il suo areale naturale comprende il Brasile meridionale e sud-orientale, l’Uruguay e alcune zone dell’Argentina nord-orientale.
Da queste regioni la pianta è arrivata in altri continenti. Oggi viene coltivata anche in Nuova Zelanda, Colombia, Australia, Stati Uniti e in diverse aree dell’Europa meridionale.
In Italia la feijoa cresce soprattutto nelle zone caratterizzate da un clima mite. Si trova sia come pianta da frutto sia come arbusto ornamentale. Le foglie sempreverdi e i fiori vistosi, infatti, la rendono interessante anche nei giardini.
Rispetto a molti frutti tropicali, la pianta sopporta temperature più basse. Questa caratteristica ha favorito la sua diffusione anche lontano dalle regioni di origine. I frutti maturano generalmente durante l’autunno, con differenze legate al clima e alla varietà.
Com’è fatto il frutto della feijoa
La feijoa ha una forma ovale o leggermente allungata. Può ricordare una piccola prugna verde, anche se dimensioni e aspetto cambiano secondo la varietà.

La buccia rimane verde anche quando il frutto è maturo. Può essere liscia oppure leggermente rugosa e non sempre permette di capire subito il grado di maturazione.
All’interno si distinguono due consistenze. La polpa vicina alla buccia è chiara, compatta e leggermente granulosa. La parte centrale è più morbida, succosa e traslucida.
Proprio al centro si trovano numerosi semi molto piccoli e teneri. Non occorre eliminarli: si mangiano insieme alla polpa e quasi non si avvertono sotto i denti.
La buccia è commestibile, ma ha un gusto più amaro e astringente rispetto alla parte interna. Per questo molte persone preferiscono dividere il frutto a metà e raccogliere la polpa con un cucchiaino.
Che sapore ha la feijoa?
Il sapore della feijoa non è semplice da racchiudere in un unico paragone. È dolce, leggermente acidulo e soprattutto molto profumato. A me ha ricordato un incontro tra ananas e fragola. In base alla varietà e al grado di maturazione possono emergere anche note vicine alla guava e agli agrumi.
Quando il frutto è ancora acerbo, la polpa risulta più soda, acidula e astringente. Con la maturazione diventa morbida, succosa e decisamente più aromatica.
È proprio il profumo uno degli elementi più riconoscibili della feijoa. Quando raggiunge la giusta maturazione, si percepisce spesso ancora prima di tagliare il frutto.
Quando matura la feijoa e come sceglierla
La feijoa matura generalmente in autunno. Il periodo può estendersi da ottobre a dicembre, secondo la zona di coltivazione e la varietà. Capire quando è pronta non è immediato, perché la buccia rimane verde. Con la maturazione può diventare leggermente più chiara, ma il colore non costituisce un indicatore sufficiente.
Sulla pianta, un frutto maturo si stacca con una lieve pressione della mano. Non dovrebbe essere necessario tirarlo con forza. La caduta spontanea indica la maturazione, ma può provocare ammaccature e alterazioni interne. Al momento dell’acquisto conviene scegliere feijoa integre, profumate e prive di zone scure. Premendo delicatamente la buccia, il frutto maturo dovrebbe cedere appena senza risultare molle.
Una volta tagliata, la polpa deve essere chiara e la parte centrale leggermente traslucida. Una polpa dura e completamente opaca indica un frutto ancora acerbo. Zone marroni estese possono invece segnalare una maturazione troppo avanzata o un danno interno.
Come si mangia la feijoa?
Il modo più semplice per mangiare la feijoa è anche quello che permette di apprezzarne meglio profumo e consistenza.
Dopo aver lavato e asciugato il frutto, basta dividerlo a metà e raccogliere la polpa con un cucchiaino. I piccoli semi centrali sono morbidi e commestibili, quindi non devono essere eliminati.
La buccia si può mangiare, ma ha un sapore più amaro e astringente. Se si desidera utilizzarla, è preferibile scegliere frutti maturi, non trattati e ben lavati.
La feijoa può essere consumata anche a pezzi nelle macedonie oppure aggiunta alle insalate. La polpa tende però a ossidarsi dopo il taglio. È quindi meglio prepararla poco prima del consumo oppure proteggerla con qualche goccia di succo di limone.
Come usare la feijoa in cucina?
Il suo profumo intenso permette di usare la feijoa sia da sola sia insieme ad altri frutti autunnali. Si abbina bene soprattutto a mele, pere e agrumi.
La polpa può essere utilizzata per preparare:
- macedonie;
- confetture e composte;
- chutney;
- torte e dolci al cucchiaio;
- gelati e sorbetti;
- frullati, succhi e bevande analcoliche.
Nelle confetture si può usare anche la parte vicina alla buccia, più compatta e ricca di pectina. La quantità di zucchero e l’eventuale aggiunta di limone devono però essere calibrate sulla maturazione dei frutti.
Il suo carattere aromatico funziona anche nelle preparazioni salate. La feijoa può entrare in un chutney agrodolce oppure aggiungere una nota fresca a un’insalata.
Come conservare la feijoa
Se la feijoa è ancora molto soda e poco profumata, si può lasciare per qualche giorno a temperatura ambiente. È meglio sistemarla lontano da fonti di calore e controllarla quotidianamente.
Quando raggiunge la maturazione, va trasferita in frigorifero e consumata in tempi brevi. La feijoa matura è delicata e può sviluppare alterazioni interne prima che la buccia mostri segni evidenti.
Per conservarla più a lungo si può estrarre la polpa e congelarla in un contenitore chiuso. Una volta scongelata perderà parte della consistenza, ma resterà adatta a confetture, composte, frullati e dolci.
In condizioni professionali, una temperatura vicina ai 5 °C può prolungare la conservazione. La durata cambia però secondo varietà e grado di maturazione, come specifica la scheda post-raccolta dell’Università della California, Davis. A casa è preferibile considerarla un frutto da consumare rapidamente.
Feijoa: proprietà e valori nutrizionali
La feijoa è un frutto composto per oltre l’80% da acqua. Fornisce soprattutto carboidrati, fibre e vitamina C, mentre contiene quantità ridotte di grassi e proteine.
Secondo i dati di USDA FoodData Central, 100 grammi di parte edibile apportano indicativamente:
| Valore nutrizionale | Quantità per 100 g |
|---|---|
| Energia | 61 kcal |
| Acqua | 83,28 g |
| Carboidrati | 15,21 g |
| Zuccheri | 8,20 g |
| Fibre | 6,40 g |
| Proteine | 0,71 g |
| Grassi | 0,42 g |
| Vitamina C | 32,9 mg |
| Potassio | 172 mg |
| Folati | 23 µg |
I valori possono cambiare leggermente secondo la varietà, il grado di maturazione e la parte del frutto analizzata. Gli elementi più interessanti sono le fibre e la vitamina C, presenti in quantità apprezzabili.
Questo non trasforma la feijoa in un alimento terapeutico. Va considerata semplicemente un frutto da inserire in un’alimentazione varia, senza attribuirle effetti miracolosi o proprietà mediche.
Alcune fonti descrivono la feijoa come particolarmente ricca di iodio. Il dato, però, non compare nel profilo nutrizionale di riferimento dell’USDA e può variare in base al terreno. Per questo non è corretto presentarla come una fonte certa di iodio o collegarla direttamente alla salute della tiroide.
Allo stesso modo, è meglio evitare affermazioni generiche secondo cui i flavonoidi della feijoa migliorerebbero la circolazione. La presenza di composti antiossidanti è stata studiata, ma non permette di attribuire al consumo del frutto un effetto clinico specifico.
I fiori della feijoa sono commestibili?
Anche i fiori della feijoa riservano una sorpresa. I petali carnosi, bianchi con sfumature rosate, sono commestibili e hanno un gusto delicatamente dolce.
Si possono assaggiare freschi oppure utilizzare per decorare insalate, macedonie e dessert. È importante raccoglierli soltanto da piante riconosciute con certezza e non trattate con prodotti inadatti al consumo.
La parte più gradevole è costituita dai petali. Prima dell’utilizzo conviene controllarli con attenzione, eliminare eventuali insetti e pulirli delicatamente.
La commestibilità dei petali è documentata anche dal programma Master Gardener dell’Università della California. Eliminerei invece dal vecchio articolo il riferimento ai fiori passati in forno fino a diventare croccanti: non abbiamo una fonte abbastanza solida per conservarlo.
FAQ
La feijoa è un frutto subtropicale originario del Sud America. Appartiene alla famiglia delle Myrtaceae, la stessa del mirto, della guava e della pitanga.
Si lava, si divide a metà e si raccoglie la polpa con un cucchiaino. I piccoli semi centrali sono morbidi e si mangiano insieme alla polpa.
Ha un sapore dolce e leggermente acidulo, accompagnato da un profumo molto intenso. Ricorda soprattutto ananas e fragola, con possibili note di guava e agrumi.
Sì, la buccia è commestibile. Ha però un gusto più amaro e astringente, quindi spesso si preferisce mangiare soltanto la polpa.
Un frutto maturo è profumato e cede appena quando viene premuto delicatamente. Il colore non basta, perché la buccia rimane verde anche dopo la maturazione.
Nell’emisfero settentrionale matura generalmente durante l’autunno, soprattutto tra ottobre e dicembre. Il periodo preciso cambia secondo il clima e la varietà.
I frutti ancora sodi possono completare la maturazione a temperatura ambiente. Quando diventano profumati e leggermente morbidi, vanno conservati in frigorifero e consumati rapidamente.
Feijoa, molto più di un frutto esotico verde
Il mio primo incontro con la feijoa è nato per caso, davanti a due piccoli frutti verdi rimasti sul tavolo della cucina. Da allora la parte più interessante non è cambiata: il suo profumo sorprende ancora prima del sapore.
Oggi, però, so che dietro quella buccia poco appariscente esiste una storia più ampia. La feijoa appartiene alle Myrtaceae e condivide la famiglia botanica con frutti molto diversi tra loro.
Non serve attribuirle proprietà miracolose per renderla interessante. Bastano la polpa morbida, i piccoli semi commestibili e quell’aroma difficile da confondere con altri frutti.
Se capita di trovarla durante l’autunno, il colore verde non deve ingannare. Meglio affidarsi al profumo, alla consistenza e, infine, al cucchiaino.


