La stroncatura, ricetta tradizionale calabrese

0 0

Directions

Io adoro la pasta! Chi segue questo blog da un po’ se ne sarà reso conto considerando quante ricette pubblico.
Riflettendoci credo sia merito (o causa) delle mie origini calabre, dove un piatto di pasta sulla tavola non manca mai. Ho imparato da mia mamma (e da nonne e zie) che quando c’è un pacchetto di pasta in casa il modo per condirla si trova… anche solo un goccio d’olio e la magia è fatta.

Proprio per questo motivo, oggi voglio parlarvi della stroncatura… un formato di pasta tradizionale (e quasi del tutto scomparso) calabrese.

Oggi che inizia la settimana della pastasciutta, all’interno del calendario del cibo italiano, non potevo esimermi da un contributo e non potevo non raccontarvi di questa pasta cosi particolare e insolita.

La stroncatura (struncatura in dialetto) originariamente era un prodotto di recupero e veniva prodotta con le crusche dello scarto della molitura. Si racconta che la farina venisse letteralmente “spazzata” da terra e che per ovvi motivi igienici sia stata proibita.

IMG_0126

Decine di anni fa si poteva ancora trovare in poche botteghe locali in una sorta di contrabbando di pasta, poi sparita per lungo tempo.
Ad oggi non si trova quasi più ma pochissimi pastifici, quasi esclusivamente nella provincia di Reggio Calabria, producono la pasta tipo stroncatura, migliorata ed adattata alle corrette norme igieniche.

E’ una pasta scura fatta  di grano duro e farina integrale trafilata al bronzo, simile a delle fettuccine molto grosse con un sapore lievemente acidulo e molto ruvida cosi da trattenere il condimento.

Si prepara con ingredienti poveri della tradizione , in varie versioni: olio, aglio, peperoncino, sarde, olive, pomodori secchi, “mollica di pane” tostata e tanto altro.

Io ho deciso di cucinare la ricetta più classica con pochi (ma buoni) ingredienti: sarde sotto sale, capperi (io ho usato la pianta del cappero ma potete usare i fior di cappero sotto sale), pomodori secchi e pangrattato tostato.

Prepariamo insieme questo piatto? Non ve ne pentirete!

 

Spero che questa ricetta vi sia piaciuta, come sempre vi ricordo di leggere il post ufficiale di Mariangela d’Amico, sul sito dell’Associazione Italiana Food Blogger

(Visited 1.504 times, 8 visits today)

La stroncatura (struncatura in dialetto) originariamente era un prodotto di recupero e veniva prodotta con le crusche dello scarto della molitura.

La stroncatura, ricetta tradizionale calabrese

Share it on your social network:

Or you can just copy and share this url

Ingredients

Adjust Servings:
350 grammi Stroncatura
8/10 Sarde sotto sale
100 grammi Cime di capperi
150 grammi Pomodori secchi
Sale
2 manciate Pangrattato
Olio extravergine d'oliva

Bookmark this recipe

You need to login or register to bookmark/favorite this content.

Features:
  • Lactose Free
  • Pesce

Ingredients

Share

Steps

1
Done

Pulite le sarde, dissalatele bene e tagliatele a pezzi.
Tagliate i pomodori secchi e le cime di capperi a pezzi non troppo piccoli. Volendo potete usare i fiori di capperi, ricordate di dissalarli e di tenerli a bagno in acqua corrente per una decina di minuti

2
Done

Tostate in una padella il pangrattato, stando attenti a non farlo scurire troppo.

3
Done

Scaldate in padella l’olio extravergine d’oliva, aggiungete le sarde dissalate e tagliate a pezzi.
Quando le sarde saranno quasi “sciolte” aggiungete i capperi ed i pomodori secchi.

4
Done

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata per circa 12 minuti.

5
Done

Scolate la pasta e saltatela in padella con il fondo di olio, sarde, capperi e pomodori secchi e infine insaporite con il pangrattato tostato.

6
Done

Guarnite con un pezzettino di sarda salata e qualche foglia di cappero.

Daniela

previous
Mini tarte tatin e gazpacho verde con cubetti di apetina
next
Sorbetto di melone aromatizzato al limoncello
Facebook Comments

Add Your Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.